Panettoni e torroni messi da parte, albero di Natale già disfatto e messo in cantina per il prossimo anno. Testa al campo, si riparte. Domani si giocano i primi ottavi di finale della Coppa Italia: si parte alle 15 con Lazio-Novara: “E’ una partita a cui tengo particolarmente” racconta Ronaldo ai microfoni di gianlucadimarzio.com. Niente rivincite, però: “Non mi interessa fare gol, preferisco il passaggio del turno”. Gli occhi si fanno a cuoricino mentre pensa al tabellone: “Se vinciamo c’è la possibilità di andare a San Siro contro l’Inter. Magari…”

Sì sì, avete capito bene: Ronaldo. Ma con Cristiano e con l’ex Inter non c’entra nulla. Lui è Ronaldo Pompeu da Silva: “Il nome l’ha scelto mia madre perché piaceva a lei, ma non è legato al calcio. Quando io sono nato loro ancora non erano nemmeno calciatori”. A casa però: “Mi chiamano tutti Ronni”.

E quel nome sulle spalle non pesa nemmeno più di tanto: “Quando sono arrivato in Italia mi prendevano in giro ma io non ci facevo caso. E poi gioco in un altro ruolo”. Centrocampista centrale con i piedi telecomandati, è arrivato nel 2007 partendo dal basso: “Ho iniziato con la Primavera del Mantova”.