Quasi un mese di isolamento forzato. Tutta colpa del Coronavirus, che ha indotto il Governo a rivoluzionare la vita degli italiani. Ma bisogna pur andare avanti e guardare al futuro, anche nel calcio. The show must go on. Perché quando gli agenti torneranno ad incontrare i direttori sportivi per le trattative, quando i calciatori scenderanno in campo e torneranno a vivere novanta minuti di passione e gli allenamenti quotidiani, lo faranno con la consapevolezza di aver ritrovato l’essenziale. Le cose scontate di ogni giorno. Che ci sembreranno straordinarie. Ancora più belle. Come si muovono gli agenti ai tempi dell’isolamento? Di questo ed altro TuttoMercatoWeb ne ha parlato con Mario Giuffredi, uno degli agenti più quotati nel panorama italiano.

Giuffredi, com’è la vita ai tempi dell’isolamento forzato?
“Sto provando la sensazione degli arresti domiciliari, cosa che fin adesso mi mancava (sorride, ndr). Ho sempre fatto una vita di strada, girando per lavoro tutte le settimane e quindi sto vivendo davvero male questo isolamento. L’altra faccia della medaglia però è che riesco a godermi i miei quattro figli e mia moglie. Anche se mia moglie mi ha chiesto una cortesia: dopo che sarà finito tutto, se vorrò continuare il matrimonio dovrò partire e tornare più tardi possibile a casa. Mi metterà lei in quarantena… però fuori di casa (sorride, ndr)”.

E la gestione dei calciatori, in questo periodo, come è cambiata?
“Io e i miei collaboratori ogni tre giorni chiamiamo tutti i ragazzi per monitorare la situazione e assicurarci che stiano bene. Ci preoccupiamo anche di fargli capire l’importanza di allenarsi senza fermarsi mai perché quando riprenderanno dovranno farsi trovare pronti. E non bisognerà fermarsi più”.

E i rapporti con i dirigenti?
“Ho chiamato tante persone, per accertarmi delle loro condizioni di salute. Oggi parlare di calcio mi sembra inopportuno”.

Filo diretto Albania-Italia. Il Primo Ministro Rama ha teso la mano al nostro Paese. La reazione dei suoi assistiti albanesi(Hysaj, Ndoj e Memushaj, ndr)?
“Non sono uno che segue la politica, è un mondo che non mi è mai piaciuto. Ma Edi Rama è stato uno dei pochissimi politici, se non l’unico, che ha parlato con il cuore e non perché doveva fare un discorso istituzionale. Gli fa onore. A lui e a tutto il popolo albanese che è riconoscente nei confronti degli italiani. Al giorno d’oggi la riconoscenza non esiste e ci dimentichiamo tutto in fretta. Bravi, davvero. Ho chiamato Hysaj e gli ho detto che appena finirà tutta questa storia intenderò conoscere Rama, perché quando una persona parla con il cuore è un uomo nel vero senso della parola. Nella mia esperienza ho riscontrato che gli albanesi tengono molto alla parola, come noi napoletani”.

Con Hysaj avete anche affrontato l’argomento rinnovo con il Napoli?
“Oggi non se ne parla. Quando si inizierà a vedere la luce allora riprenderemo i discorsi. Oggi non parlo né di soldi e né di contratti, gli unici discorsi che faccio con i miei giocatori sono relativi alla salute e a fargli capire che bisogna vivere con più genuinità. Tutto quello che sta succedendo a mio avviso è una punizione di Dio nei confronti dell’essere umano, siamo rinchiusi nelle case come i topi. Questo fa capire che dobbiamo vivere la nostra vita senza il chiodo fisso dell’arrivismo e dell’egoismo. Dobbiamo darci tutti una regolata, goderci le piccole cose e apprezzare la vita che è il dono più bello che Dio ci abbia potuto dare. Quando tutto sarà finito dovremo avere la bravura e l’intelligenza di ricordarci di questo periodo. Questa situazione ci farà capire come affrontare la vita. Così saremo una Nazione migliore”.

Cosa le manca di più della vita normale, oggi?
“Il mare e avere rapporti con le persone. E lo stadio, l’emozione della partita”.

Riduzione stipendi in Serie A: lei come la vede?
“Sto seguendo la situazione parlandone con i miei calciatori e i miei avvocati. In questo momento dove la Nazione vive un clima di paura, incertezza totale per il futuro di ogni italiano, è sbagliato parlare di non giocare più o riduzione degli stipendi. Non è il momento adatto. Sarà giusto arrivare a delle conclusioni quando si saprà con certezza cosa accadrà. Tutto ciò di cui si parla ora può essere il contrario tra un mese. Fare delle ipotesi oggi alimenta le paure di tutti, accende gli animi delle persone e aumenta le incertezze: praticamente tutto ciò che non serve fare. Quando sarà delineata la situazione tutti noi, calciatori e agenti compresi, dovremo tendere la mano ai club per aiutarli ad ammortizzare i danni economici ricevuti, con grande buonsenso e senso di responsabilità per fare si che il nostro sistema possa poi ripartire. Ma nessuno dovrà approfittarne, club inclusi, a cui tenderemo la mano ma non dovranno cercare di prendersi tutto il braccio. Tuttavia il discorso andrà affrontato quando si conoscerà la reale situazione”.

Le partite da guardare in tv in questo periodo di isolamento?
“Una delle partite che mi ha fatto emozionare di più è Napoli-Stoccarda, la vittoria della Coppa Uefa. Ho rivisto Bayern Monaco-Inter, volevo rivedere il gol di Nicola Berti. Poi le immagini della punizione a due di Maradona contro la Juve e ho rivisto partite dei miei due campioni: Michel Platini e Roberto Baggio, persona che adoro e insieme ad Arrigo Sacchi che vorrei conoscere in questo mondo perché mi hanno lasciato un segno indelebile. E in questo momento ho iniziato a riascoltare musica per ricordare il mio periodo adolescenziale: Luca Carboni, Eros Ramazzotti, Vasco Rossi, Antonello Venditti. Non avevo niente, non potevo essere spensierato, ma vivevo con felicità. Mi bastava poco. Oggi abbiamo tutto e sembra che non abbiamo niente. E così il padre eterno ci ha puniti”.

Libri da consigliare?
“Parigi Hammett che parla di Bettino Craxi. Oppure la Coppa degli Immortali di Arrigo Sacchi”.

I film da vedere?
“Sto rivedendo tutte le puntate delle varie serie tv: Gomorra. Poi il Capo dei Capi, Romanzo Criminale, Narcos. Mi vengono in mente altri film dei miei attori preferiti, Al Pacino e Robert De Niro. Quindi penso a Carlitos Way, Scarface, il Padrino, Quei Bravi Ragazzi e Brooks. La notte non dormo”.

Sul piano lavorativo, la prima trattativa che farà appena finirà tutto questo?
“Quando uscirò la prima che farò sarà andare fuori da uno stadio di calcio a seguire una partita di un mio assistito. Anche se sara a porte chiuse starò là fuori ad aspettare il fischio finale. E poi mi piacerebbe conoscere Berlusconi, l’ultimo grande politico italiano: ho letto tutto ciò che parla di lui e lo considero un riferimento per la mia vita di uomo e imprenditore”.

Quali saranno le conseguenze per i club? Come cambierà il calciomercato superata questa emergenza che ha portato anche ad una crisi economica?
“Non tutti i mali vengono per nuocere. Avremo un ridimensionamento, questo è certo. Ma da ciò se i club saranno bravi e noi italiani saremo capaci torneremo a credere nei nostri giovani e a dargli più spazio. Grazie a questo male ricevuto avremo un calcio migliore perché ci saranno più italiani che avranno la possibilità di giocare a certi livelli. Avremo un ricambio generazionale con più calciatori nostri, una risorsa anche per la Nazionale del futuro. Senza questa disgrazia economica i club avrebbero continuato a puntare sugli stranieri”.

I valori attuali diminuiranno?
“No. Se un calciatore vale sessanta milioni dovrà valere ancora la stessa cifra. Magari un calciatore di grande valore economico se lo potranno permettere in pochi. E io se sono un club non do via un calciatore a meno del valore reale, anzi lo tengo per me. In questo modo tante società terranno i pezzi migliori aumenteranno il valore delle propria rose. E crescerà, di conseguenza, il nostro campionato”.