In Serie B ha vissuto due scalate meravigliose, sconfinando nella terra dei record: promosso e vice capocannoniere con l’Empoli, promosso e capocannoniere con il Brescia. Finalmente Serie A, alle soglie dei trent’anni. Ma per Alfredo Donnarumma il sogno si è presto trasformato in un incubo. Quando il calcio uscirà dal tunnel coronavirus, AD9 avrà innanzitutto la missione di ritrovare se stesso. Il protagonista che era un anno fa e che dopo un settembre memorabile si è perso. Non va a segno da 16 partite, digiuno che ha dell’incredibile se si pensa che nelle prime 5 sfide i gol realizzati erano stati 4, a Cagliari, Bologna (doppietta) e Juve. Anche se da quelle reti erano arrivati solo 3 punti, al debutto in Sardegna.

Che calo

La dura legge della Serie A? Periodi neri così lunghi in B Donnarumma non ne aveva mai vissuti. Nel peggiore dei casi, 9 partite di astinenza nel 2015-16 con la Salernitana. E il confronto fra l’annata attuale e la precedente in biancazzurro è disarmante: 22 reti nelle prime 21 gare contro 4 in 21 nel torneo ora congelato. Subentrato 9 volte, sia da titolare che partendo dalla panchina non ha firmato assist: prima volta in carriera. La ripresa del calcio giocato dovrà essere una rinascita per un bomber chiamato probabilmente a cambiare aria, di sicuro determinato a rifarsi. E in una A allargata una nuova chance potrebbe toccargli in sorte.